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49 Lo sapete che......

7 Extra

Le informazioni riportate in questo sito di carattere medico-scientifico hanno il solo scopo di informare e non di curare per qualsiasi informazione a riguardo rivolgersi al proprio medico di fiducia.Grazie.


Il peperoncino...(efficace antistress)...... Basta un po' di peperoncino sulla pasta per vedere la vita con piu' ottimismo.Il motivo? Il gusto piccante aggredisce le terminazioni della lingua e della bocca,che mandano falsi segnali di dolore al cervello.In risposta a questo stimolo l'organismo produce endorfine,sostanze che svolgono un' azione simile a quella della morfina e funzionano come efficaci antistress,quindi un bel piatto di spaghetti aglio ,olio e peperoncino sono ideali per riprendersi quell'energia ottimista e continuare a godersi la vita senza troppi stress.

Le mandorle....Posseggono un' originale equilibrio e ricchezza straordinaria di minerali,vitamine,proteine,e,grassi (anche gli omega 3).Come ricostituente del sistema nervoso le mandorle sono efficacisssime.Per vincere la fatica mentale e lo stress, ne bastano 5-6,cosi' facendo ci aiutano anche a mantenere il tono dell'umore.

Il salmone....uno dei pesci piu' ricchi di omega 3 è proprio il salmone,contiene pure vitamine del gruppo B in particolare la niacina.Questa sostanza aiuta a produrre energia perche' brucia gli zuccheri piu' efficacemente.In piu' aiuta a tenere in buona salute il sistema nervoso.In una giornata il fabbisogno di niacina è circa 14 mg,in 200 gr di salmone ne ricaviamo la quantita' necessaria,cioè 14 gr....

L'uva rossa...Da studi effettuati in istituti di patologia vegetale è venuto fuori che le bucce di alcune tra le piu 'conosciute uve rosse contengono alte quantita' di melatonina,l'ormone che regola il ritmo sonno_veglia.Nasce così l'ipotesi che l'uva rossa abbia un ruolo positivo per contrastare l'insonnia.

L'orzo....Un grande medico greco dell'antichita',Ippocrate, affermava che l'orzo era il cibo piu' adatto all'esercizio fisico e al pensiero.I gladiatori in effetti lo mangiavano per trovare forza,coraggio e concentrazione.E' stato dimostrato oggi,dalla ricerca scientifica, che l'alto contenuto di fosforo,magnesio e silicio potenzia l'attivita' intellettuale (100 gr di orzo contengono un quarto del fabbisogno giornaliero di fosforo).

Il caffe' e il cacao....Chiamate bevande nervine perche' agiscono sul sistema nervoso come vitalizzanti e eccitanti.Grazie alla caffeina e alla teobromina si ottiene un miglioramento nella capacita' d'attenzione e prontezza di riflessi.Si è detto all'ultimo congresso internazionale sulla trombosi,che bere 5-6 caffe' al giorno e mangiare un pezzetto di cioccolato fondende al giorno può ridurre il rischio di trombosi venosa.

Le uova...Fa' bene all'umore mangiare circa 4 uova la settimana .L'eliminazione drastica dalla dieta di grassi e colesterolo porta alto il rischio di cadere in depressione (o stato depressivo),perche' il colesterolo è fondamentale per il buon funzionamento delle cellule cerebrali.



Il prezzemolo...... aiuta la digestione, è uno stimolante della vescica e degli intestini. E' un antisettico del sangue, possiede vitamine A, C, K. Usatene moltissimo in cucina per preparare delle gustose salse con cui condire carni, pesci e sughi. Una salsa ottima è quella preparata con aceto, olio di oliva, aglio, acciughe, peperone tritato e capperi.
E' anche un antianemico, fa bene agli occhi, è uno degli alimenti di sicurezza che la natura ci ha regalato. Mettilo dappertutto, nei legumi, nelle insalate, nelle frittate, nei panini. Un modo semplice ma eccezionale per gustarlo è: mettete in due fette di pane una crema composta di prezzemolo, aglio tritato e burro......sentirete che gusto.
Se soffrite di acidità allo stomaco, i semi di prezzemolo possono esservi di grande aiuto, prendetene tra i cinque ed i dieci grammi, mettiteli in infusione in una tazza di acqua bollente per dieci minuti e bevetene una tazza dopo i pasti principali, vedrete che i soliti fastidi di digestione verranno alleviati e tutto l'organismo ne trarrà vantaggi.

Il basilico..... Ocimum basilicum, è una pianta annuale con radice a fittone, appartenente alla famiglia delle Labiate, che cresce facilmente in terreni drenati e soleggiati.Esistono circa quaranta varietà di basilico.Quelle più comunemente usate sono:
* genovese, dal profumo acuto;
* napoletano, a foglia di lattuga, più delicato e con un lieve sentore di menta;
* fine verde compatto, di taglia ridotta;
* mammouth, dalle foglie larghissime, il tipo più adatto ad essere essiccato;
* a foglie rosse dentellate;
* opale scuro

Le piante colorate vengono coltivate principalmente a scopo decorativo.Originario dell’India, il basilico fu introdotto in Europa, attraverso il Medio Oriente, prima dai Greci e, successivamente, dai Romani.In Egitto fu utilizzato come uno dei componenti del balsamo preparato per la mummificazione.Considerata da sempre una pianta essenzialmente medicinale, ha spesso viaggiato insieme all’uomo in tutte le sue migrazioni.Nell’antico Egitto, il medico Serapione ne descriveva le qualità mediche, già note agli Arabi; nel 1060 d.C, in Cina, è nominato in un libro di piante medicinali; i crociati, di ritorno dalla terra santa, ne riempivano le navi per scacciare gli insetti, le infezioni e i cattivi odori.
Principi attivi: olio essenziale, ricco di cavicolo, cineolo, linalolo, pinene.
Propietà officinali: digestive, antispasmodiche, aromatiche, antinfiammatorie, antisettiche, toniche, emmenagoghe.
Le applicazioni moderne, comprese quelle delle medicine alternative (ayurvedica, cinese, tibetana) sfruttano le sue virtù salutari.
Nella pratica erboristica è utilizzato per alleviare nausee, facilitare la digestione, attenuare crampi allo stomaco e all’intestino, calmare le irritazioni in caso di punture di insetti e di morsicature di serpenti; per infiammazioni alla bocca e alla gola e per purificare l’alito mediante sciacqui e gargarismi; per combattere la caduta dei capelli.

Il basilico in cucina aggiunge un profumo penetrante e un bouquet moderatamente speziato a molte pietanze e salse, specialmente nelle preparazioni in cui il pomodoro ha un ruolo di primo piano.
In Italia viene utilizzato come ingrediente distintivo del celeberrimo pesto, specialità ligure, che, con caratteristiche diverse, si può gustare lungo tutta la Riviera, da Genova alla Provenza.
Le foglie fresche si usano intere o a pezzetti in salse e sughi; in minestroni e pastasciutte; in piatti a base di uova, come frittate e uova strapazzate; in ripieni e polpette; con il pesce, in particolare triglie ed aragoste; in gustose insalate miste; con verdure mediterranee cotte come melanzane, zucchini, peperoni e pomodori; nelle conserve e nei liquori; per decorare e profumare piatti di formaggi, frutta esotica, bibite.Le foglie essiccate, un po’ amarognole, si possono usare per la preparazione di sughi, stufati, minestre.
Il basilico va aggiunto alle pietanze all’ultimo momento sminuzzandolo con le dita. (Tratto da Internet)


L'Aglio.... Da sempre i nonni lo usano come cura per l’influenza e per la cura del cuore, le sue proprietà infatti sono note da sempre ma solo oggi gli scienziati hanno finalmente capito cos’è che dona all’aglio le sue proprietà benefiche per il cuore.
La chiave è l’ allicina che si forma per il contatto tra alliina e alliinasi , contatto che porta alla formazione anche dei composti odorosi tipici dell’aglio.
Questi composti reagiscono con i globuli rossi, i quali, a loro volta, producono solfato di idrogeno, molecola in grado di dilatare i vasi sanguigni permettendo così al sangue di scorrere meglio.
La ricerca dell’ University of Alabama at Birmingham è stata pubblicata nei proceedings della National Academy of Sciences.
Come sempre i ricercatori non si sbilanciano e ci informano che l’aglio fa bene alla salute (nei paesi mediterranei l’incidenza di malattie coronariche è minore) ma che non ci sono ancora prove per usare l’aglio come medicina.
Le proprietà curative vengono alterate con la cottura, quindi il consiglio è di mangiare spicchi di aglio crudo, sempre con il permesso di
che vi sta accanto…

L’aglio (allium sativum), originario dell’Asia centrale, è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Liliacee, diffusamente coltivata nei paesi a clima temperato come ortaggio da condimento per i suoi bulbilli, o spicchi, intensamente aromatici.
In Italia l’uso della pianta è diffuso soprattutto nella cucina piemontese (bagna cauda), ligure (agliata, pesto) e centromeridionale (verdure strascinate, pasta all’aglio, olio e peperoncino, panzanella, salse ed intingoli); per neutralizzare l’effetto spiacevole sull’alito è sufficiente masticare del prezzemolo o qualche chicco di caffè o alcuni semi di anice.
Nell’antichità trecce di aglio venivano poste in ogni casa come protezione contro gli spiriti maligni per le sue virtù scaramantiche; in Transilvania l’aglio teneva alla larga i vampiri; “Aglie, fravaglie, fattura ca nun quaglia!” ripeteva come scongiuro Aitano Pappagone, simpatico personaggio partenopeo creato dal compianto Peppino de Filippo.
Dai tempi più remoti, come si deduce da antichi documenti in sanscrito, la pianta dal forte odore penetrante e persistente è stata apprezzata per le proprietà medicinali e vietata nei monasteri nei secoli scorsi perché considerata afrodisiaca.
Nell’antico Egitto veniva somministrato quotidianamente uno spicchio di aglio agli schiavi costruttori delle piramidi, al fine di aumentarne la resistenza agli sforzi e alle malattie; sulla piramide di Keope, a Giza, un’iscrizione riporta meticolosamente il conteggio della spesa sostenuta per fornire aglio ai lavoranti.
Nel celebre Codex Ebers del 1550 a.C. l’aglio viene menzionato quale rimedio antidolorifico efficace contro mal di testa, affezioni cardiache, punture di insetti, morsicature.
Ippocrate raccomandava l’uso della pianta per le sue qualità medicinali; durante i primi giochi olimpici in Grecia veniva dato agli atleti come stimolante; Plinio il Vecchio, nella Historia Naturalis, ne indica vari usi terapeutici; i legionari romani usavano l’aglio abitualmente come vermifugo e per combattere varie malattie infettive.

L’Erbario di Urbino, un manoscritto del XVI secolo, ne elenca le virtù terapeutiche; la scuola salernitana ne tesse le lodi.
Louis Pasteur, nel 1858, ne individua le qualità antibiotiche; agli inizi del novecento Albert Schweitzer lo usa in Africa come solo rimedio contro la dissenteria, successivamente l’impiego viene esteso anche per combattere epidemie di tifo, difterite, tubercolosi, influenza e colera.
La medicina ayurvedica lo somministra come cura per la lebbra e la medicina moderna lo considera preventivo per alcune forme di cancro, come quello del colon.
L’aglio, annoverato nella farmacopea ufficiale, è tra i più antichi rimedi conosciuti ed utilizzati dalla medicina popolare.
L’odore intenso è dovuto alla presenza del 7% di olio essenziale, composto in gran parte da solfuri e polisolfuri di vinile dalle medicamentose virtù: contiene, infatti, allicina, dall’attività antibatterica, ajoene inibitore della lipossigenasi dall’attività antiaggregante piastrinica, provitamina A, vitamine B1, B2 e PP, C, principi antibiotici quali garlicina e alisina, sali minerali, quali zolfo, potassio, magnesio, calcio, fosforo, iodio, ferro, tracce di zinco, manganese, selenio, acido fitinico, che lega le sostanze minerali e si trasforma in inositolo, alcaloidi utili al corretto metabolismo degli zuccheri.
Autentica panacea, questa pianta amica del benessere è usata sia allo stato naturale, sia come estratto fluido in capsule, pozioni, vini medicinali, infusi, tinture, decotti; per uso esterno ha azione rubefacente e revulsiva ed è un efficace tonico generale, antalgico, cicatrizzante, callifugo; per via interna ha proprietà antisettiche polmonari, intestinali e urinarie, colagoghe, coleretiche, espettoranti, ipotensive, stimolanti, vermifughe.
Un’alimentazione sana contempla un uso regolare di aglio, utile per contrastare l’invecchiamento cellulare grazie all’innalzamento del livello di antiossidanti nel plasma e all’efficace azione immunostimolante. --------
E' doveroso menzionare tutte queste informazioni tratte dal web di notevole utilita'.-------

Il pomodoro è una pianta erbacea rampicante della famiglia delle solanacee che fa del piccoli fiori gialli a grappoli con frutto, come tutti noi sappiamo, rosso con polpa rossa acquosa contenente semi gialli. Il pomodoro è originario dell'America e fu portato in Europa dai conquistadores e in Italia fu introdotto dagli spagnoli nel regno di Napoli e poi si diffuse dappertutto specialmente nelle regioni con clima temperato e con moltissimo sole. I pomodori si trovano tutto l'anno anche se i migliori sono quelli compresi nel periodo tra maggio, giugno e ottobre; al di fuori di questo periodo la maggior parte sono farinosi e insipidi perché coltivati in serre.Oggi il pomodoro è uno degli ortaggi che consumiamo di più anche perché contiene solo 20 calorie per 100 gr. ed è uno dei componenti base dell'alimentazione mediterranea che si abbina bene con tantissimi cibi come pasta, riso, formaggi e uova.

Le più importanti varietà sono:
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costoluto: è di color rosso-verde, tondo e carnoso con pochi semi; è ottimo in insalata. Fa parte di questa famiglia il Primaticcio di Palermo.
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costrutto: è rotondo e liscio; può essere usato per fare delle conserve.
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a grappolo: è liscio, rotondo, facile da sbucciare ed è adatto per insalate, salse o per essere farcito.
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ciliegia: è simile a quello a grappolo, ma molto piccolo; è rosso con buccia spessa ed è ottimo come aperitivo, in insalata, per la conservazione, come contorno a pesci al cartoccio o per condire la pasta.
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cuore di bue: costoluto, con pochi semi e polpa dolcissima.
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perino: ha forma di pera allungata, rosso con molta polpa; è il tipico pomodoro da sugo o da conserva, ma è ottimo anche mangiato crudo. Fanno parte di questa famiglia il S.Marzano e il Super di Napoli che ha polpa saporita e carnosa.
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sardo: è un pomodoro invernale; è rotondo con buccia resistente, è ottimo crudo in insalata per accompagnare pesce, aragosta o carni grasse.
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verde: è di color verde smeraldo, è molto profumato e con pochi semi; ha sapore dolce ed è ottimo con il pesce, impanato e fritto.
Qualsiasi pomodoro compriate l'importante è che sia ben maturo, consistente, colorato uniformemente e senza macchie.

Il pomodoro contiene carboidrati, proteine, grassi, acido malico e tartarico, sali minerali come potassio (minerale indispensabile per la contrazione muscolare e funzionalità cardiaca), sodio, magnesio, calcio, ferro, rame, fosforo, zolfo, cloro, vitamine A , B2, B6, K e C. La vitamina C rinforza le difese immunitarie dell'organismo per prevenire influenza e raffreddori ma purtroppo si distrugge con il calore, con la cottura o se il pomodoro non è più freschissimo. Elemento molto importante contenuto in esso è il licopene di cui è ricchissimo; è una sostanza che da all'ortaggio il colore rosso che appartiene alla famiglia dei carotenoidi. Sono sostanze che proteggono la nostra pelle e che ci difendono dai raggi del sole, e che quindi combattono i radicali liberi, si può dire che è una cura di bellezza naturale. Il licopene è liposolubile e viene assorbito meglio dal nostro organismo se accompagnato ad un condimento grasso come l'olio d'oliva.

Il pomodoro è largamente usato in cucina e in cosmesi. In cucina bisogna evitare di mangiare pomodori crudi in inverno o utilizzare quelli troppo verdi o non maturi per le insalate perché sono ricchissimi di solanina che è un alcaloide tossico per il sistema nervoso contenuta anche in altri ortaggi. Bisogna in oltre ricordare che in qualsiasi modo si cucina un pomodoro, si consiglia sempre prima di sbucciarlo perché nella buccia sono contenute la maggior parte di sostanze irritanti per lo stomaco. Per togliere al meglio la buccia, che potrebbe risultare difficile, incidete la base con una crocetta e togliete il picciolo, poi immergeteli per qualche secondo in acqua bollente e poi per qualche altro secondo in acqua fredda, così facendo la buccia si staccherà da sola. Alcune ricette con i pomodori sono la "pappa al pomodoro" (tipica della Toscana) che è una crema poco calorica, "pomodori farciti al forno" che possono costituire un piatto unico o un secondo più ricco di proteine e calcio; in più in cucina si possono fare anche dei piatti con i pomodori secchi che sono poco calorici ma ricchi di licopene anche se dopo la seccatura perdono la vitamina C.
Le varietà dei pomodori sono numerose e diverse per forma, grossezza e colore del frutto, per caratteri diversi della polpa e per grado di maturazione.


La cipolla....... ha un consistente valore nutritivo, grazie alla presenza di sali minerali e vitamine, soprattutto la vitamina C, ma contiene anche molti fermenti che aiutano la digestione e stimolano il metabolismo; inoltre contiene anche oligoelementi quali zolfo, ferro, potassio, magnesio, fluoro, calcio, manganese e fosforo, diverse vitamine (A, complesso B, C, E); flavonoidi con azione diuretica dall'azione diuretica e la glucochinina, un ormone vegetale, che possiede una forte azione antidiabetica. Ma questa pianta ha anche numerosissimi impieghi terapeutici: in dermatologia, può essere utilizzata come antibiotico, antibatterico, semplicemente applicando il succo sulla parte da disinfettare; è anche un ottimo espettorante, specialmente unito al miele e un decongestionante della faringe: i gargarismi con succo di cipolla sono particolarmente indicati in caso di tonsillite e il succo è anche molto utilizzato come diuretico e depurativo e infatti viene consigliato da chi soffre di trombosi perché, avendo un potere fluidificante, facilita la circolazione del sangue.

Un discorso a parte merita l’utilizzo della cipolla per tutti coloro che soffrono di “cattiva digestione”: in questo caso si consiglia di consumare la cipolla cotta che è sicuramente più tollerabile anche se ha minori proprietà nutritive rispetto a quella cruda che può essere assunta facilmente da coloro i quali non hanno particolari problemi di bruciori allo stomaco. Infine questi “benefici bulbi” fungono anche da ipoglicemizzanti, abbassando il livello di glucosio nel sangue e permettendo di ridurre le dosi di insulina a chi ne ha bisogno. Di questa pianta si conoscono anche le virtù benefiche in omeopatia: infatti è indicata in caso di raffreddore, per contrastare la fastidiosa secrezione nasale che lo accompagna, specialmente se sussiste anche il fenomeno della lacrimazione.
Le cipolle vanno conservate a temperatura ambiente (non in frigorifero), in un luogo possibilmente fresco e asciutto e si mantengono bene per circa 3 settimane circa fino a quando manterrà la sua compattezza, non cambierà colore e non presenterà germogli. Non esistono particolari controindicazioni per quanto riguarda il consumo, l’unico spiacevole effetto che la cipolla può provocare, specialmente se mangiata cruda, oltre ai problemi legati all’acidità di stomaco, è uno sgradevole alito cattivo, ma si può rimediare a questo “inconveniente” masticando alcuni chiodi di garofano. Nessun problema invece se vengono consumate cotte.

Valore nutritivo e proprietà terapeutiche
La cipolla ha un consistente valore nutritivo, grazie alla presenza di sali minerali e vitamine, soprattutto la vitamina C, ma contiene anche molti fermenti che aiutano la digestione e stimolano il metabolismo; inoltre contiene anche oligoelementi quali zolfo, ferro, potassio, magnesio, fluoro, calcio, manganese e fosforo, diverse vitamine (A, complesso B, C, E); flavonoidi con azione diuretica dall'azione diuretica e la glucochinina, un ormone vegetale, che possiede una forte azione antidiabetica. Ma questa pianta ha anche numerosissimi impieghi terapeutici: in dermatologia, può essere utilizzata come antibiotico, antibatterico, semplicemente applicando il succo sulla parte da disinfettare; è anche un ottimo espettorante, specialmente unito al miele e un decongestionante della faringe: i gargarismi con succo di cipolla sono particolarmente indicati in caso di tonsillite e il succo è anche molto utilizzato come diuretico e depurativo e infatti viene consigliato da chi soffre di trombosi perché, avendo un potere fluidificante, facilita la circolazione del sangue. Un discorso a parte merita l’utilizzo della cipolla per tutti coloro che soffrono di “cattiva digestione”: in questo caso si consiglia di consumare la cipolla cotta che è sicuramente più tollerabile anche se ha minori proprietà nutritive rispetto a quella cruda che può essere assunta facilmente da coloro i quali non hanno particolari problemi di bruciori allo stomaco. Infine questi “benefici bulbi” fungono anche da ipoglicemizzanti, abbassando il livello di glucosio nel sangue e permettendo di ridurre le dosi di insulina a chi ne ha bisogno. Di questa pianta si conoscono anche le virtù benefiche in omeopatia: infatti è indicata in caso di raffreddore, per contrastare la fastidiosa secrezione nasale che lo accompagna, specialmente se sussiste anche il fenomeno della lacrimazione.

Consumo e conservazione delle cipolle
Le cipolle vanno conservate a temperatura ambiente (non in frigorifero), in un luogo possibilmente fresco e asciutto e si mantengono bene per circa 3 settimane circa fino a quando manterrà la sua compattezza, non cambierà colore e non presenterà germogli. Non esistono particolari controindicazioni per quanto riguarda il consumo, l’unico spiacevole effetto che la cipolla può provocare, specialmente se mangiata cruda, oltre ai problemi legati all’acidità di stomaco, è uno sgradevole alito cattivo, ma si può rimediare a questo “inconveniente” masticando alcuni chiodi di garofano. Nessun problema invece se vengono consumate cotte.

I Broccoli ....... sono ortaggi ricchi di sali minerali (calcio, ferro, fosforo, potassio), vitamina C, B1 e B2; fibra alimentare; tiossazolidoni, sostanze che si sono dimostrate particolarmente efficaci nella cura della tiroide. Inoltre contengono sulforafano, una sostanza che non solo previene la crescita di cellule cancerogene ma impedisce anche il processo di divisione cellulare con conseguente apoptosi (morte cellulare). Il sulforafano, insieme agli isotiocianati, esplica azione protettiva soprattutto contro i tumori intestinali, polmonari e del seno. Hanno anche un potere antianemico, emolliente, diuretico, cicatrizzante, depurativo, vermifugo. Sono indicati nei casi di stitichezza cronica per l’enorme ricchezza di fibre vegetali. Inoltre, gli specialisti consigliano il loro consumo per l’alto potere antiossidante in essi contenuto che aiuta a rafforzare le difese immunitarie e spesso viene suggerito per combattere l’Helicobacter pylori, un batterio molto resistente che colonizza la mucosa gastrica generando fastidiose gastriti ed ulcere.

I broccoli, come tutti i vegetali, combattono la ritenzione idrica poiché aiutano l’organismo a disintossicarsi e ad eliminare prodotti chimici nocivi pericolosi. Infine, riducono il rischio di cataratta e proteggono dall’ictus. Per il loro potere saziante e poco calorico, come già accennato, sono molto indicati nelle diete dimagranti. Sebbene i broccoli vengano considerati ortaggi ipocalorici, sono molto efficaci nelle situazioni di estremo affaticamento e di carenze vitaminiche e utili nelle situazioni di estremo nervosismo ed eccessiva irritabilità.
I broccoli: un toccasana per i polmoni
La notizia arriva da una ricerca condotta dalla Johns Hopkins Medical School e pubblicata sulla rivista American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine. I broccoli sarebbero un eccellente rimedio contro le affezioni polmonari, asma e problemi respiratori in genere. Già considerati il “top” degli antiossidanti, oggi possono anche vantare il primato di “salvapolmoni”.
Come scegliere, conservare e pulire i broccoli
Le infiorescenze dei broccoli devono essere compatte, sode, di colore vivo e intenso, senza presentare ammaccature o parti ingiallite. Le foglie devono essere consistenti e fragili al tatto, carnose e rompersi con suono secco. I broccoli vanno conservati in frigorifero e si mantengono per 4 o 5 giorni nello scomparto della frutta e verdura. È anche semplice pulirli: basta eliminare le foglie e staccare le cime dal torsolo. Successivamente lavarli accuratamente sotto l’acqua corrente.
Una ricetta classica per cucinare i broccoli
Pasta con i broccoli:
Ingredienti per 3 persone:
- 700 grammi di broccoli;
- 350 grammi di orecchiette;
- 1 spicchio d’aglio;
- 2 peperoncini piccoli;
- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva;
- sale grosso;
- parmigiano reggiano.
Preparazione: lavare i broccoli eliminando i gambi. Prendere una pentola grande e riempirla d’acqua; non appena l’acqua bolle aggiungere i broccoli e un pizzico di sale grosso. Lasciar bollire per circa 5 minuti e aggiungere ai broccoli, le orecchiette, nella stessa pentola. Nel frattempo sbucciare uno spicchio d’aglio e sbriciolare il peperoncino. A cottura ultimata. scolare le orecchiette ed i broccoli. A questo punto è consigliato riutilizzare la stessa pentola, aggiungendoci l’olio, l’aglio e il peperoncino che dovranno essere rosolati per 2 minuti. Aggiungere le orecchiette, i broccoli e 2 cucchiai di parmigiano; far insaporire e servire. Piccole curiosità sui cavoli e i broccoli
Alcune testimonianze riferiscono che sia i cavoli che i broccoli erano ben noti fin dai tempi antichi; il cavolo in particolare, era sacro per i Greci ed i Romani che ne facevano uso per curare diverse malattie e addirittura lo consumavano crudo prima dei banchetti per consentire all’organismo di assorbire meglio l’alcool. Con il passare del tempo, i cavoli e i broccoli si sono diffusi sempre di più e la loro presenza sulle mense è notevolmente aumentata proprio grazie alle loro innumerevoli qualità e per tantissimi anni sono stati considerati un cibo ideale nei periodi difficili. Forse l’unico elemento negativo insito in questi ortaggi è lo sgradevole odore emanato durante la cottura: ciò e dovuto allo zolfo in essi contenuto in discreta quantità. Come evitare l’odore cattivo? Semplicemente spremendo un limone nell’acqua di cottura. Sicuramente la cottura a vapore è quella che meglio di altre è in grado di esaltare il sapore dei broccoli e preservare inalterate tutte le proprietà salutari e nutritive.
Ricavato DA INTERNET

La zucca...Le proprietà della zucca sono diverse, a cominciare dalla polpa che contiene diversi principi attivi in particolare modo carotenoidi, ma anche mucillagini e sostanze pectiche. Anche i semi hanno la loro importanza perché in essi è possibile trovare fitosteroli, olii grassi, melene e fitolecitina. Inoltre dai semi di zucca freschi pestati si estrae un olio scuro mentre, tostati e salati, vengono serviti come “stuzzichini” insieme all’aperitivo. Essi hanno anche una funzione medicamentosa, infatti sono molto indicati per combattere la tenia echinococco (verme solitario). Questa proprietà deriva dalla cucurbitina (un amminoacido) che “paralizza” letteralmente il verme e ne provoca il distacco dalla parete intestinale. L'uso dei semi come vermifugo è da tempo conosciuto, generalmente ben tollerato e privo di controindicazioni. Ma non è solo questa la loro funzione positiva, infatti i semi della zucca sono anche in grado di alleviare le infiammazioni della pelle e di prevenire le disfunzioni delle vie urinarie. La polpa e il succo della zucca spesso vengono utilizzati come diuretici e gli specialisti consigliano di bere un bicchiere di succo la mattina a digiuno. Da essa inoltre si ricava un estratto che, mischiato al latte, è molto indicato per i disturbi gastrici e le patologie della prostata.

La zucca è in grado di “riempire” un intero menù, dall’antipasto al dolce, poiché molte sono le sue “virtù” ed ogni piatto risulterà quindi gustoso e salutare. Ecco le proprietà nutrizionali della zucca, riferite a 100 grammi di prodotto.
Proprietà nutrizionali Quantità (100 gr. zucca)
Proteine totali 0,60 gr
Lipidi totali assenti
Glucidi totali 3,40 gr
Amido 0,70 gr
Glucidi solubili 2,70 gr
Energia 15,00 Kcal
Fibra alimentare 1,30 gr
Colesterolo Assente
Calcio 20,00 mg
Ferro 0,90 mg
Sodio 1,00 mg
Potassio 202,00 mg
Fosforo 40,00 mg
Vitamina B1 0,03 mg
Vitamina B2 0,02 mg
Vitamina A 599,00 mcg
Vitamina PP 0,50 mg
Vitamina C 9,00 mg


La zucca in cucina
Con la zucca si può veramente cucinare un pasto intero, dall’antipasto (tortini di zucca), al primo piatto, (i famosi tortelli di zucca) al contorno (è molto indicata ad esempio per accompagnare la carne di maiale), fino al dolce, dove viene utilizzata per la “tipica” torta americana molto nota con il nome di “pumpkin pie”. Il modo più “classico”per gustarla è di tagliarla a fette abbastanza spesse e sbollentarla nel forno al naturale, per poi condirla con una noce di burro e un po’ di sale.
La zucca in cosmesi
Con la polpa della zucca si può preparare un’ottima maschera di bellezza, in grado di restituire tonicità e lucentezza alla pelle del viso. In che modo? Schiacciare una fettina di zucca cruda e un pugnetto di semi, mescolare il tutto con un po’ di miele,

applicare l'impasto sul viso e lasciarlo in posa per qualche minuto: quasi miracolosamente tutti i tipi di pelle, specialmente quella grassa con i punti neri, risulteranno più puliti e levigati.
La zucca utilizzata come contenitore
In ogni parte del mondo, la zucca viene utilizzata anche come contenitore: in Africa gli abitanti del luogo sono soliti fabbricare con le zucche cave, delle pipe ad acqua, dove il fumo prodotto dal piccolo braciere viene “indirizzato” tramite un cilindro di legno, nell'acqua contenuta in una zucca dopo aver praticato un foro nella parte superiore di essa, dal quale viene aspirato il fumo filtrato. Alcune varietà di zucche appartenenti alla specie Cucurbita Lagenaria, quando raggiungono la piena maturazione, hanno una buccia durissima e anticamente erano coltivate nelle campagne con il preciso scopo di ricavarne contenitori, borracce per vino o acqua, e perfino imbuti. Per questo motivo la Zucca Lagenaria viene anche detta “Zucca da vino”, poiché dopo essere stata essiccata, al suo interno presenta una cavità che può essere utilizzata per conservare o per trasportare queste bevande o altri liquidi. Le zucche più piccole, invece, dopo essere state essiccate e spaccate a metà, vengono utilizzate come cucchiaio o mestolo.
ARTICOLO TRATTO DAL WEB


Il mirtillo (Vaccinium Myrtillus) frutto tipico del sottobosco, ha tradizioni antichissime e viene utilizzato per curare diverse patologie. I mirtilli generalmente crescono nelle zone montane (sulle Alpi e gli Appennini), nei boschi e trovano la loro maggiore diffusione sui terreni ricchi di humus. Come riconoscerli? Sono dei piccoli arbusti appartenenti alla famiglia delle Ericacee, alti circa 60 cm. La loro fioritura avviene in primavera e si distinguono in tre differenti specie: mirtillo nero, rosso e blu. Secondo alcune recenti ricerche effettuate negli Stati Uniti, queste piccole bacche, sarebbero dotate di un enorme quantitativo di sostanze antiossidanti, in grado quindi di prevenire patologie cardiovascolari, proteggere dai tumori e addirittura ritardare il naturale processo di invecchiamento. Dunque hanno un duplice scopo: da una parte rappresentano una fonte di alimento, dall’altra vengono utilizzate come medicamento.

Le proprietà del mirtillo nero
Il mirtillo nero è quello maggiormente ricco di principi salutari. Infatti contiene zuccheri e molti acidi, in particolare l’acido citrico (che protegge le cellule) ma anche l’acido ossalico, l’idrocinnamico e il gamma-linolenico. L’acido ossalico è quello che conferisce il classico sapore asprigno del frutto; l’acido idrocinnamico è molto efficace perché è in grado di neutralizzare le nitrosammine cancerogene (prodotte nell’apparato digerente in conseguenza dell’ingestione di nitrati); l’acido gamma-linolenico invece è molto utile al sistema nervoso perché previene la nefropatia diabetica. Ma non è tutto: il mirtillo nero è particolarmente ricco di acido folico (una vitamina molto importante per le varie numerose funzioni che svolge) e contiene tannini e glucosidi antocianici, i quali oltre a dare al frutto il suo caratteristico colore, riducono la permeabilità dei capillari e ne rafforzano la struttura. Le antocianine infine, presenti in grandi quantità, rafforzano il tessuto connettivo che sostiene i vasi sanguigni e ne migliorano l’elasticità ed il tono. Riescono in tal modo a svolgere un’azione antiemorragica nonché contro i radicali liberi. Tutte questa sostanze poi favoriscono e aumentano la velocità di rigenerazione della porpora retinica, migliorando la vista specialmente la sera, quando c’è poca luce.
Le proprietà del mirtillo rosso
La differenza con il mirtillo nero non è da attribuire solo al colore e al sapore, ma anche alla consistenza delle foglie, che si presentano coriacee, lucenti e persistenti. Il mirtillo rosso (ricco di ferro, vitamina C e fibre) è diffuso in molte regioni dell’Europa e nelle zone collinari e montane dell’Italia (specialmente sulle Alpi e sugli Appennini settentrionali) e il terreno che predilige è quello soleggiato o parzialmente ombroso. I suoi frutti sono molto saporiti e generalmente vengono utilizzati per la preparazione di ottime marmellate. Questo è considerato dagli esperti un alimento sano e curativo. In medicina i mirtilli rossi vengono utilizzati al prevenire e curare le infezioni alle vie urinarie (in particolar modo la cistite provocata da Escherichia coli, riducendone la quantità nelle urine); la sua efficacia è apprezzabile anche per quanto riguarda le micosi e i virus. Quantità ridotte di mirtilli rossi possono ridurre il livello di calcio nell’urina, evitando situazioni di aggravamento, per chi soffre di calcoli renali. La sua utilità è dimostrata anche come coadiuvante in caso di diarrea, nelle stitichezze, e nei problemi legati al colon irritabile e alle emorroidi. Infine, i mirtilli rossi hanno anche la capacità di attenuare i piccoli inestetismi della pelle quale la couperose. Per quanto riguarda invece il loro utilizzo dal punto di vista alimentare, i mirtilli rossi vengono utilizzati per la preparazione di ottime marmellate, conserve e gelatine, o per essere gustate con l'aggiunta di un po' di succo di limone e zucchero, magari “accompagnate” da more e lamponi, a costituire la classica coppa di frutti di bosco, servita e consumate specialmente nelle località alpine. Anche la grappa che si ottiene dalla macerazione di questi frutti (con un alto grado alcolico), ha un sapore intenso e delicato e viene acquistata in grandi quantità dalle migliaia di turisti che si recano a soggiornare nei caratteristici paesini di montagna.
Mirtilli rossi per combattere la couperose
I mirtilli rossi, come accennato, hanno proprietà rinfrescanti, astringenti, toniche, e diuretiche e contengono numerosi principi attivi, fra cui le vitamine A e C, l'acido citrico e quello malico, la mirtillina, fosforo, calcio, manganese. L’azione di queste vitamine è apprezzabile soprattutto per quanto riguarda i problemi legati ai capillari (ne rinforza infatti le pareti). Ecco perché in caso di couperose vengono prescritte dagli specialisti, creme a base di mirtilli o rimedi quali quello di creare in casa una maschera per il viso contro questo in estetismo: in un quarto di litro di acqua, bollire un cucchiaio di bacche per 10 minuti. Schiacciarle, aggiungere 2 cucchiai di avena polverizzata e mescolare. Stendere sul viso tenendo per 15minuti. Infine sciacquare con acqua tiepida.
Mirtilli neri “toccasana” per l’insufficienza venosa
L’insufficienza venosa è un patologia che colpisce un gran numero di persone e secondo gli ultimi dati è una malattia in costante aumento. Molti sono dunque quelli che ne soffrono ma pochi sanno realmente come affrontarla e soprattutto come prevenirla. Un metodo sicuramente efficace e già testato è quello che ricorre alle proprietà benefiche del mirtillo, particolarmente indicato per i pazienti colpiti da insufficienza venosa. Sembra strano che una piccola pianta di 50 cm sia in grado di “aiutare” a migliorare e prevenire le patologie venose ma il mirtillo nero ha appunto queste proprietà. Ma quali sono quindi i vantaggi di questo frutto, rispetto all’insufficienza venosa? I frutti del mirtillo contengono molti acidi organici (malico, citrico ecc.), ma anche zuccheri, tannini, pectina, mirtillina (glucoside colorante), antocianine, vitamine A, C e, in quantità minore, la vitamina B: e quindi vengono considerati i protettori per eccellenza del microcircolo capillare, anche perché rappresentano un eccellente tonico venoso, grazie ai suoi principi attivi, quali gli antocianosidi, che conferiscono proprietà vitaminiche P, e quindi mantengono resistenti ed elastici i capillari e le pareti dei vasi sanguigni.
I benefici effetti di una tisana al mirtillo
Una buona tisana al mirtillo risulta particolarmente indicata contro gli eczemi e la forfora: proprio in virtù della sua azione purificante e curativa, essa è in grado di attenuare le eruzioni cutanee e la forfora. Per ottenere risultati apprezzabili, è opportuno berne 1 tazza 3 volte al giorno. In aggiunta, si può utilizzarla per effettuare impacchi e abluzioni.
Gli impieghi di una tisana al mirtillo sono diversi:
Tisana di mirtillo contro la dissenteria nei bambini piccoli soprattutto neonati e lattanti. La tisana deve essere molto forte e non addolcita.
Tisana di mirtillo contro le emorroidi: molto utile per lenire i dolori provocati dalle emorroidi: bere 1 tazza di tisana di foglie essiccate di mirtillo 3 volte al giorno, per un periodo di almeno 3 settimane.
Tisana di mirtillo contro disturbi alla vescica e ai reni: svolge un'azione antisettica sulle vie urinarie e le fortifica. In caso di cistite o debolezza cronica dei reni bere 1 tazza di tisana 3 volte al giorno.
Mirtillo per combattere l’Alzheimer
Gli ultimi dati giunti dall’America circa la prevenzione all’Alzheimer, indicano nel frutto del mirtillo nero (meglio se consumato sotto forma di tisana), un potente antidoto per migliorare la memoria ed ottenere un effetto positivo sull'equilibrio e sulla coordinazione motoria. Tale effetto è stato riscontrato dagli scienziati dell’Università Tufts, a Boston. Dopo aver sottoposto alcuni piccoli topi "anziani" ad una dieta arricchita di bacche blu, gli studiosi hanno osservato un notevole miglioramento delle loro attività motorie e comportamentali. Anzi, il processo di invecchiamento sembrava addirittura retrocedere. Le molecole responsabili di questo straordinario “ringiovanimento" sono le "antocianine", sostanze naturali che conferiscono al frutto il caratteristico colore azzurro, presenti, con una diversa percentuale, anche nelle fragole e negli spinaci. Le antocianine intervengono neutralizzando i radicali liberi, che “stressano” le cellule ,facendole invecchiare prima e spesso danneggiandone il Dna, fenomeno che porta alla degenerazione tumorale.
Utilizzo delle bacche di mirtillo sotto forma di salsa
Ecco come preparare una veloce salsa ai mirtilli: sciacquare i mirtilli e scolarli; in una pentola scaldare l'acqua, unire lo zucchero e aspettare che si sia completamente dissolto. Quando il liquido raggiunge l'ebollizione, versate i mirtilli. Regolare il fuoco in modo che la salsa rimanga in ebollizione e cuocere fino a che i mirtilli non si aprono del tutto e non si raggiunge la consistenza desiderata. Togliere la pentola da fuoco, far raffreddare la salsa e metterla in frigorifero.

La fragola..... è nata in Francia ed ha origini molto antiche.Il suo nome scientifico è Fragraria e deriva dal vocabolo latino fragrans (fragrante), proprio in virtù dell’aroma intenso sprigionato dai suoi frutti, soprattutto quelli che crescono spontanei nei boschi. La fioritura può avvenire in diverse stagioni, secondo le specie e le varietà.

Le proprietà della fragola
La fragola possiede moltissime virtù salutari: è particolarmente indicata per combattere il colesterolo: a tale proposito, l’Università di Davis in California sta cercando volontari per testare gli effetti benefici di una dieta regolare a base di questo goloso frutto sulle malattie cardiovascolari, infiammatorie e sul colesterolo e trigliceridi.Ha un altissimo potere antiossidante che supera di 20 volte quello di altri alimenti e un ricco contenuto di vitamina C rispetto agli agrumi, ed è ai primi posti nella speciale classifica stilata dall’USDA, dei cibi che mantengono giovani. E' anche ricchissima di calcio, magnesio e ferro.E' consigliata a chi soffre di reumatismi e malattie da raffreddamento. L’acido salicilico in esse contenuto, oltre a risultare efficace contro la gotta, aiuta a mantenere sotto controllo la pressione e la fluidità del sangue. La fragola ha anche un alto contenuto di fosforo ed è utilizzata per le proprietà lassative, diuretiche e depurative. Le fragole sono anche buone fonti di acido ellagico, che è un efficace anticancro. Sono anche rinfrescanti, diuretiche, depurative e disintossicanti. Contengono infine lo xilitolo, una sostanza dolce che previene la formazione della placca dentale e uccide i germi responsabili di un alito cattivo.
Le calorie della fragola per 100 gr. Energia-Kcal 27.00,KJoule 113.00-Calorie da proteine-13.00 %,Calorie da carboidrati-74.00 %-Calorie da grassi-13.00 %
Composizione chimica delle fragole Quantità 100 gr.-Parte edibile 94.00, %,Acqua 90.50 gr,Proteine 0.90 gr.
Carboidrati-5.30 gr di cui zuccheri solubili 5.30 gr-Amido 0.00 gr-Grassi 0.40 gr di cui saturi 0.02 gr monoinsaturi 0.05 gr polinsaturi 0.18 gr-Fibra totale 1.60 gr di cui fibra solubile 0.45 gr- fibra insolubile 1.13 gr-Colesterolo 0.00 mg-Alcool 0.00 gr-Acido Fitico 0.00 mg.


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